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giovedì 1 ottobre 2026

Cologno ferma il maxi datacenter da 80 megawatt (perdendo 12 milioni): "La transizione digitale dev'essere ecologica"

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mercoledì 30 settembre 2026

Coalizione Tess: «Rinnovabili colonizzate dalle multinazionali» - Terra Nuova

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Liquami inquinanti nei campi bresciani: alle responsabilità penali dell’azienda si sommano quelle di un sistema agrozootecnico malato

Liquami inquinanti nei campi bresciani: alle responsabilità penali dell’azienda si sommano quelle di un sistema agrozootecnico malato:

Legambiente Lombardia: “Ben vengano gli accertamenti giudiziari, ma servono anche politiche per ricondurre l’intera filiera agrozootecnica lombarda sui binari della sostenibilità.”


I Carabinieri del Nucleo Tutela Forestale durante il sequestro preventivo dell’impianto di biogas a Chiari (BS) ph via Giornale di Brescia

Scarica questo comunicato stampa

L’inchiesta che ha portato all’ennesimo sequestro di un impianto biogas a Chiari (BS), che avrebbe spanto liquami con un contenuto in forte eccesso di azoto, squarcia un velo, oltre che sulle responsabilità penali dei gestori dell’impianto, su un sistema malato, quello della agro zootecnia lombarda.

“Al di là delle responsabilità individuali legate alla conduzione dell’impianto, che dovranno essere accertate dalla magistratura e in caso sanzionate, non possiamo astenerci dal constatare come queste condotte si muovano entro un contesto afflitto da un male sistemico,” spiega Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia. “La forte concentrazione di capi allevati nella pianura lombarda ha da tempo trasformato una storica specializzazione produttiva in una attività agroindustriale insalubre. Ben vengano gli accertamenti giudiziari, ma servono anche politiche per ricondurre l’intera filiera agrozootecnica lombarda sui binari della sostenibilità.”.

Non può sfuggire che l’elemento inquinante distribuito nei campi del bresciano non sia un veleno, ma, paradossalmente, un nutriente per le piante: l’azoto è infatti il componente minerale di cui tutti gli organismi viventi necessitano per sintetizzare le molecole organiche che compongono tutte le strutture biologiche. Un nutriente talmente prezioso, che gli agricoltori sono abituati a pagarlo, anche molto caro, quando le crisi globali interrompono le filiere di approvvigionamento, considerando che per l’azoto fertilizzante gran parte della produzione avviene in Russia e nei Paesi del Golfo Persico. L’azoto contenuto nell’urea, il principale fertilizzante azotato, oggi viene pagato circa 1500 euro a tonnellata (considerato che per avere una tonnellata di azoto ne occorrono oltre 2 di urea).

Da fondamentale ingrediente della vita, l’azoto diventa però un pericoloso inquinante, quando è impiegato a dosi eccessive rispetto ai fabbisogni delle piante. L’azoto che non viene assorbito dalle coltivazioni si trasforma infatti in sostanze come i nitrati, che inquinano le acque, come l’ammoniaca, che invece è un inquinante atmosferico, o come l’ossido nitroso, un potentissimo gas serra: non è la sostanza in sé ad essere pericolosa, ma il suo dosaggio eccessivo, come osservò 500 anni fa l’alchimista Paracelso.

In natura è improbabile che ci sia un eccesso di azoto, anzi è più frequente il caso contrario. Quando c’è un eccesso di azoto la causa è quasi sempre umana: nel caso della Pianura Padana la causa è nel numero eccessivo di animali concentrati nelle stalle e nei pollai industriali. Troppi animali significa troppo azoto nelle deiezioni, un grosso problema quando i campi disponibili per spanderli non sono sufficienti.

E quando i liquami degli allevamenti finiscono in un digestore per produrre biogas, il problema passa di mano, dagli allevatori al gestore dell’impianto, che dovrebbe adottare soluzioni tecniche per abbassare il contenuto di azoto dell’effluente. Soluzioni che, nel caso in oggetto, non sarebbero state adottate. Ma si comprende facilmente come questi accorgimenti, pur necessari, sono una irrazionalità economica (ed ecologica), non solo perché sono un costo per il gestore, ma perché di fatto servono a distruggere una sostanza utile.

L'articolo Liquami inquinanti nei campi bresciani: alle responsabilità penali dell’azienda si sommano quelle di un sistema agrozootecnico malato proviene da Legambiente Lombardia.

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