domenica 23 agosto 2026

NUOVO MOSTRO FOTOVOLTAICO IN MAREMMA? C'E' CHI SI OPPONE

Raccolgo da Gemini (AI) queste info.

La controversia riguarda il progetto per la realizzazione di un grande impianto agrivoltaico nella frazione di Ribolla (nel comune di Roccastrada, Grosseto), area storica inserita all'interno del comprensorio del Parco Nazionale delle Colline Metallifere.

I dettagli tecnici e l'iter del progetto

  • Struttura dell'impianto: Il progetto prevede l'installazione di oltre 36.000 moduli fotovoltaici per una potenza complessiva di circa 19-20 MW, estendendosi su un'area di oltre 30 ettari di terreno agricolo nel comune di Roccastrada (con opere di connessione alla rete fino al territorio di Grosseto).

  • Società proponente: Il progetto è stato presentato dalla S.P.V. Energy 3 S.r.l., una società veicolo italiana dotata di un capitale sociale irrisorio (2.500 euro) e priva di dipendenti diretti.

  • La catena societaria e l'azienda israeliana: Dalle visure camerali e dalle dichiarazioni d'investimento, la S.P.V. Energy 3 fa capo alla Shikun & Binui Energy Europe, controllata a sua volta dal colosso delle infrastrutture e dell'energia Shikun & Binui Ltd, importante gruppo multinazionale israeliano.

  • Stato autorizzativo: La Regione Toscana ha già approvato la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) con Delibera nel maggio 2026, mentre resta in sospeso il rilascio finale dell'Autorizzazione Unica Energetica (A.U.E.).

I soggetti della protesta e le motivazioni della lotta

A differenza delle tradizionali contese incentrate unicamente sulla tutela del paesaggio, in questo caso le contestazioni si muovono su due binari paralleli:

  1. Il fronte civico-territoriale e paesaggistico:

    • Opposizione locale: Il Comune di Roccastrada e diverse comunità locali hanno espresso parere contrario, criticando il consumo di suolo e l'impatto visivo/ambientale in un'area a forte vocazione agricola e storica (Ribolla è nota per il tragico disastro minerario del 1954).

    • Contestazione del modello "Speculativo": Viene criticato l'uso di società veicolo (SPV) a capitale ridotto usate da gruppi internazionali per rilevare progetti d'impianto senza una reale integrazione con la filiera agricola locale.

  2. Il fronte etico e di politica internazionale:

    • Il Collettivo "Diritti in Palestina": Cittadini e attivisti locali hanno costituito questo collettivo promuovendo assemblee e una raccolta firme per chiedere alla Regione Toscana il blocco delle autorizzazioni.

    • Legami con i territori occupati: Il comitato e diverse forze politiche locali/regionali (tra cui Rifondazione Comunista) denunciano che la capogruppo israeliana Shikun & Binui Ltd risulta presente nel database dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite (UNOHCHR) relativo alle imprese operanti e coinvolte negli insediamenti israeliani in West Bank / Cisgiordania e Gerusalemme Est.

    • La tesi della mobilitazione: I manifestanti sostengono che la Regione Toscana non debba concedere il via libera ad aziende i cui utili internazionali sono legati a contesti geografici oggetto di controversie internazionali.

Ed ecco alcune fonti giornalistiche: 

Ricorso al TAR e opposizione dei comitati/cittadini:

    • Fonte: Il Giunco (18 Agosto 2026)

    • Titolo / Contenuto: «Agrivoltaico, ricorso al Tar contro il progetto Martello di Ribolla»

    • Inquadramento: L'articolo documenta l'azione legale intraprendere dai soggetti del territorio di fronte al rischio che un'area agricola complessiva fino a 230 ettari possa trasformarsi in un polo fotovoltaico, con un impatto stimato pari a quasi cinque volte l'estensione dell'abitato di Ribolla.

    • Link alla fonte: Il Giunco - Ricorso al TAR contro il progetto Martello

  • Perplessità e contestazioni politiche del Centrodestra:

    • Fonte: MaremmaOggi (19 Agosto 2026)

    • Titolo / Contenuto: «Agrivoltaico, oltre 34mila pannelli a Ribolla. Il centrodestra: "Il paesaggio va difeso"»

    • Inquadramento: Documenta la presa di posizione delle forze d'opposizione di centrodestra contro la concentrazione di oltre 34.000 pannelli e l'autorizzazione rilasciata dalla Regione Toscana, ponendo l'accento sulla tutela del suolo agricolo e del paesaggio maremmano.

    • Link alla fonte: MaremmaOggi - Il centrodestra: Il paesaggio va difeso

  • No del Sindaco e del PD / Motivazioni Etiche e di Pianificazione:

    • Fonte: MaremmaOggi (20 Agosto 2026)

    • Titolo / Contenuto: «Il Pd dice no all'impianto di Ribolla, ma rilancia il fotovoltaico: "Facciamolo al Madonnino"»

    • Inquadramento: L'articolo illustra il rifiuto della proposta a Ribolla espresso dal Sindaco Francesco Limatola e dal PD locale. Le motivazioni combinano la critica all'uso sregolato del suolo agricolo con questioni etiche e di governance societaria legate alla compagine proponente (Shikun & Binui Ltd), proponendo alternative su aree già compromesse o industriali (come il Madonnino).

    • Link alla fonte: MaremmaOggi - Il Pd dice no all'impianto di Ribolla

  • Verona, l’allarme dei medici: «Centinaia di decessi collegabili all’esposizione al PM2,5» - ISDE News

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    mercoledì 19 agosto 2026

    Il governo che rideva del clima fa la questua a Bruxelles - Left

    Il governo che rideva del clima fa la questua a Bruxelles - Left

    PROCEDURE PER OPPPORSI AL TAGLIO DEGLI ALBERI

    Trovo in Facebook. Non conosco l'autore né le sue credenziali. Propongo a chi ne sa più di me 



     Peo Panizzolo

    Ci sono normative per contrastare lo scempio che sta avvenendo. Siate uniti e contrastate, scendete in campo, proteggete quello che è Vostro! Quando un Comune o un ente pubblico decide di abbattere uno o più alberi, le motivazioni e le perizie tecniche (come la **VTA - Visual Tree Assessment**) devono essere messe nero su bianco. Come cittadini, abbiamo il pieno diritto di vederle.
    Non serve essere avvocati per muoversi, ma bisogna usare i canali formali corretti affinché l'amministrazione sia obbligata a rispondere. Ecco i passaggi legali e pratici per richiedere questi documenti.
    ## 1. Lo strumento principale: L'Accesso Civico Generalizzato (FOIA)
    In Italia, la via più potente ed efficace per un cittadino (anche singolo, senza bisogno di motivare la richiesta) è l'**Accesso Civico Generalizzato** (introdotto dal Decreto Trasparenza, il cosiddetto FOIA italiano).
    * **Cosa chiedere:** La copia integrale della perizia fitopatologica e di stabilità (VTA), l'ordinanza di abbattimento e la relazione tecnica del settore Verde Pubblico/Ambiente.
    * **Come fare:** Si compila un modulo (spesso presente sul sito del Comune alla voce "Accesso Civico") oppure si scrive una richiesta formale.
    * **A chi inviarla:** All'Ufficio Protocollo del Comune (o dell'ente proprietario del terreno) tramite **PEC** (Posta Elettronica Certificata), che ha valore di raccomandata con ricevuta di ritorno.
    ## 2. L'Alternativa: L'Accesso agli Atti Ambientali
    Esiste una normativa specifica e ancora più stringente per le questioni ecologiche: l'**Accesso alle Informazioni Ambientali** (D.Lgs. 195/2005).
    * Questo strumento stabilisce che il patrimonio arboreo urbano è a tutti gli effetti un "bene ambientale".
    * L'ente pubblico non può rifiutare l'accesso appellandosi alla privacy o al segreto d'ufficio, a meno di rarissime eccezioni.
    ## I 4 Passaggi Operativi da seguire subito
    1. Individua l'albero e l'area
    Fase di raccolta dati
    Prendi la posizione esatta (via, numero civico, o coordinate GPS) e fai delle foto sia all'albero che all'eventuale cartello di cantiere o avviso di abbattimento. Se c'è un numero di ordinanza scritto sul cartello, segnalo.
    2. Invia la richiesta formale via PEC
    Termine di risposta: 30 giorni
    Scrivi una PEC all'Ufficio Protocollo e, per conoscenza, all'Ufficio Verde Pubblico. Specifica che richiedi la perizia VTA ai sensi del D.Lgs. 33/2013 (Accesso Civico Generalizzato) e del D.Lgs. 195/2005 (Informazioni Ambientali).
    3. Attiva le associazioni locali
    Fai rete sul territorio
    Mentre aspetti la risposta, contatta le sezioni locali di associazioni ambientaliste (es. WWF, Legambiente, LIPU, o comitati cittadini per il verde). Spesso le associazioni hanno canali diretti con gli agronomi comunali e possono fare pressione politica e mediatica.
    4. Richiedi l'autotutela (In caso di urgenza)
    Bloccare l'abbattimento
    Se gli operai sono già sul posto o l'abbattimento è imminente, puoi inviare (sempre via PEC) una richiesta di sospensione dei lavori in autotutela, chiedendo una verifica approfondita prima di procedere a un atto irreversibile.
    > **Cosa succede se il Comune non risponde?**
    > Per legge, l'amministrazione ha **30 giorni** di tempo per rispondere. Se rifiuta o ignora la richiesta senza una motivazione validissima, ci si può rivolgere al *Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT)* del Comune stesso per un riesame, oppure al Difensore Civico regionale.
    >
    Muoversi in gruppo, magari firmando la richiesta come comitato di quartiere, dà sempre una spinta in più e rende l'amministrazione molto più cauta prima di accendere le motoseghe.
    Quando un Comune o un ente pubblico decide di abbattere uno o più alberi, le motivazioni e le perizie tecniche (come la **VTA - Visual Tree Assessment**) devono essere messe nero su bianco. Come cittadini, abbiamo il pieno diritto di vederle.

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